Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 3 febbraio 2012

Perché i biocarburanti non sono una buona idea

Traduzione dell'originale in inglese su Cassandra's Legacy di "supervice" da "comedonchisciotte"(con qualche lisciatura dell'autore)



Lo scorso anno ho partecipato a un dibattito pubblico sull'energia con un funzionario di alto livello del governo italiano, un "tecnocrate" se vi piace usare questo termine. Quando ho espresso dubbi forti sui biocarburanti come fonte di energia, la sua reazione è stata aggressiva. Mi ha attaccato personalmente, facendo capire che dovevo essere sul libro paga dell'industria petrolifera, dato che è ovvio che a loro non piacciono i biocarburanti. Poi ha aggiunto che questo fatto era provato dalle asserzioni contro i biocarburanti pronunciate dal ministero saudita del petrolio. Inoltre, ha sostenuto, parlare contro i biocarburanti è un modo di impedire ai poveri del Brasile di usufruire del benessere che la globalizzazione porterà loro non appena il mercato mondiale dei biocarburanti da etanolo sarà liberalizzato (*).

I dibattiti sono sempre un’esperienza formativa, e questo non ha fatto eccezione. Una delle cose che ho imparato è che i tecnocrati non sono altro politici che non devono preoccuparsi troppo del proprio collegio elettorale. Come fanno di solito i politici, nei dibattiti il loro istinto li porta immediatamente all'attacco personale; è una strategia sviluppata alla perfezione da migliaia di anni di dibattiti politici. Il mio oppositore la ha applicata preoccuparsi troppo della contraddizione implicata nell'accusarmi di essere sul libro paga dell'industria petrolifera - pensate che io ho trascorso gli ultimi dieci anni predicando l’arrivo del picco del petrolio!

Un'altra cosa che ho imparato da questo dibattito è come, già oggi, l'industria dei biocarburanti è diventata così grande che è politicamente scorretto parlare in pubblico contro i biocarburanti. Se lo fai, bisogna che ti prepari a essere sotto attacco: questo è quello è successo a me. Se si vuole scampare da questo tipo di attacchi, bisogna essere molto preparati sull’argomento. In questo, si può trovare un grande aiuto leggendo il libro recente "The Biofuel Delusion" di Mario Giampietro e Kozo Mayumi. Se siete incerti sul perché i biocarburanti sono un vero disastro, questo testo ve lo spiegherà sulla base di un'analisi dettagliata, corredata con dati in abbondnaza.

È una sfortuna (davvero, è un scandalo) che questo libro sia così caro; quasi 70 dollari per una copia. Ma se siete coinvolti di un dibattito sull’energia, è un buon investimento.

I biocarburanti sono una questione complessa e Giampietro e Mayumi impiegano quasi 300 pagine per sviscerarla in tutti i suoi aspetti. Il punto principale della loro analisi è basato sui fondamenti della fisica: l'efficienza della fotosintesi è bassa, e per questo sono necessarie molto estese. Se noi pensassimo a un ammontare di biocarburanti comparabile ai bisogni attuali per il trasporto, il bisogno è semplicemente impensabile: non ci sarebbe più spazio per la produzione di cibo. Come affermato semplicemente dagli autori a pagina 128, “la piena sostituzione dell’energia di fossile con gli agro-biocarburanti è impossibile."

Le immense zone che sono necessarie sono solamente uno dei problemi dei biocarburanti. Più in generale, l'agricoltura è una buona tecnologia per produrre cibo, ma è terribilmente costosa per le risorse che richiede. Ha bisogno di terra, acqua, fertilizzanti, insetticidi, lavoro meccanico, tutte risorse che di norma arrivano dai combustibili fossili. Prendendo tutto in considerazione, l'EROEI (Energia Ritornata su Energia Investita) del biocarburante è generalmente molto basso, a meno che l'energia utilizzata derivi da lavoro umano a basso costo, come è nel caso della canna da zucchero brasiliana.

Al di fuori del Brasile, il bisogno di un sussidio di energia che derivi dai combustibili fossili rende i biocarburanti incapaci di adempiere alla loro promessa di essere una tecnologia "sostenibile". Non potranno aiutarci a ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili, e neppure a ridurre le emissioni di gas serra nell'atmosfera.

Ovviamente, la storia dei biocarburanti è più complessa di quanto si possa raccontare in un breve riassunto e Giampietro e Mayumi esaminano l’intero spettro delle possibilità nel loro libro. Ci sono i biocarburanti migliori degli attuali? O, forse, modi di utilizzo della forma attuale dei biocarburanti in un modo più efficace? Sì, certamente; c'è la promessa di una "seconda generazione" di combustibili (etanolo di cellulosa) e la possibilità di coltivare aree marginali, inadatte alla produzione di cibo. Ma i fattori fisici del problema non cambiano molto e, proprio adesso, i biocarburanti e l'agricoltura convenzionale sono già in competizione per la terra e le risorse.Una delle conseguenze potrebbe l’incremento dei prezzi degli alimenti che abbiamo già visto negli anni passati.

Alla fine, cosa ci vogliamo fare con i biocarburanti? Pensiamo realmente che il modo di risolvere i nostri problemi energetici sia quello di una tecnologia inefficiente per sostenere un sistema di trasporto di per sé inefficiente? L'unica spiegazione che posso dare per la così forte enfasi data ai biocarburanti è che, una volta che una cattiva idea è stata perfezionata, inizia a guadagnare forza e poi diviene quasi impossibile da fermare.

A questo punto, vi potreste domandare come è andato a finire il dibattito col mio interlocutore tecnocratico. Beh, sono stato tentato di usare le sue stesse tattiche e accusarlo di essere sul libro paga della lobby dei biocarburanti. Ma non sono un politico e non ci sono riuscito; anche perché avevo visto che non era necessario. Se avete un po' di esperienza nel parlare in pubblico, avete sviluppato anche voi un sesto senso su quello che pensa il pubblico. In questo caso, mi era chiaro: il pubblico era con me, non con il tecnocrate che mi fronteggiava. Non si sono bevuti l'idea che i biocarburanti siano in grado di risolvere il problema dei combustibili nel mondo senza far morire di fame le persone, per non parlare sull'ipotesi che la globalizzazione faccia diventare ricchi i contadini brasiliani. Se ne è reso conto anche lui? Difficile dirlo. Alcuni mesi più tardi, ha ottenuto un posto di livello ancora più alto nel nuovo governo Monti.


* La recente abolizione dei sussidi statali sull’etanolo di mais negli Stati Uniti probabilmente è una buona cosa, ma non mette assolutamente fine ai sussidi statali sui biocarburanti, come si può leggere in un interessante articolo di Mike Sheldon pubblicato su "The Oil Drum". Da notare che l'abolizione dei sussidi arriva insieme all'abolizione dei dazi sull’etanolo importato dal Brasile e questo potrebbe rendere l’etanolo più conveniente! Resta ancora da vedere l’effetto sui contadini brasiliani.

18 commenti:

  1. L'unica spiegazione che posso dare...
    Non sono uno psicologo ma penso che il problema sia dentro la nostra mente.
    Le menti deboli semplicemente si rifiutano di riconoscere problemi così drammatici e si illudono inventano che esista una soluzione semplice.
    ... E se questa non è applicabile dev'essere colpa di qualcuno che ha interessi contrari!

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  2. i biocarburanti sono un crimine contro l'umanita' , affamano i popoli e l'unica spisgazione che possiamo dare a chi non lo capisce e' che non lo vuol capire perche' non vuol rinunciare ad andare in auto.

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    1. Ci sono 2 tipi di problemi:
      1) il modello agricolo-industrile che gli USA impongono al mercato mondiale della produzione del cibo (coltura estensiva di mais sovvenzionato - allevamenti intensivi di bovini - fast food)
      2) il tipo di tecnologie impiegate per la produzione di biocarburannti. (Impiegare il mais è da folli o da suicidi)

      La soluzione biocarburanti va perseguita tenendo ben presente che non possono sostitiure in toto i derivati del petrolio MA SOLO IN PARTE.

      PERO'
      In questo video si dice che la NASA sta ottenedo dei buoni risultati con la coltivazione delle alghe.
      http://blog.ted.com/2012/01/21/plant-based-fuels-that-could-power-a-jet-bilal-bomani-on-ted-com/

      INFINE
      Per favore date un'occhiata alla tecnologia HYST
      www.biohyst.it
      Questa è la vera soluzione del problema.
      Io spero tanto che questa tecnologia si diffonda.

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  3. Per chi si accontenta della versione elettronica:
    http://books.google.it/books?id=Ehb-r7Vr71UC&printsec=frontcover&dq=The+Biofuel+Delusion&hl=it&sa=X&ei=X_MrT6_2CqPh4QSavoCTDg&ved=0CDIQ6AEwAA

    Samuel

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    1. Dimenticavo... ovviamente non è possibile visualizzare tutte le pagine!

      Samuel

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    2. A poco più di 50 euro (comprese le spese di spedizione) su Hoepli.it
      http://www.hoepli.it/libro/the-biofuel-delusion/9781844076819.asp

      Samuel

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  4. La risposta più semplice di solito è quella vincente.
    Pertanto basterebbe diminuire l'uso dei trasporti, non volere a tutti i costi che le merci siano continuamente in movimento come mangiare le fragole a dicembre oppure l'uva cilena a giugno solo per citare l'Italia.
    E invece cosa facciamo? Tecnologie complesse e costose per trovare nuovi carburanti e mandare avanti un modello di società che non va più.
    Come la cosa pazzesca di voler insufflare la CO2 in profondità in modo che non vada in atmosfera!

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  5. Sono perfettamente d'accordo, il confronto con fotovoltaico+auto elettrica è quasi imbarazzante, anche se ho letto cose interessanti sulle alghe, che possono essere coltivate in vasche su terreni non fertili e sembrano avere efficienza molto superiore: che ne pensi?

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  6. A volte mi sembra di assistere ad esperimenti di laboratorio con ratti in sovrannumero in competizione per risorse scarse. Questo siamo, topi in gabbia, ecco perché spuntano di tanto in tanto idee balzane per evitare/rimandare i risultati dell'esperimento. I biocarburanti sono una di quelle idee, spostare le emissioni dall'atmosfera al sottosuolo è la prossima.

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  7. Professore, si stà preparando alla valanga dei negazionisti in arrivo le prossime settimane ?! ( A Jesi, 96 m.s.l.m, circa 80 cm di neve, sulle colline oltre 1 metro )...Glielo và aspiegare lei che attualmente alle Svalbard le temperature sono 15 gradi sopra media ?

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  8. E' certamente vero, la soluzione del problema dei carburanti fossili non può passare dalla conversione delle coltivazioni da food a no food, non basterebbe la superficie terrestre intera.
    Quello che va specificato però è la ricerca di un reddito da parte degli agricoltori sostituendo il prodotto agricolo, poco pagato, con un prodotto meglio pagato.
    E' un punto di vista parziale e in talun casi non giustificato, perchè spesso chi deve pagare queste produzioni non intende scucire un centesimo in più di quello che l'agricoltore prendeva per la produzione food.

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  9. Qualche mese fa ho provato a mettere in discussione l'utilità di certi pannolini per neonati che il produttore dichiara compostabili. Potete immagine bene che tipo di risposte ho avuto.

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  10. I motori a scoppio sono una bestemmia ok ok ma c'è anche l'altra faccia della medaglia, ed è italiana http://informazionesenzafiltro.blogspot.com/2012/02/biocarburanti-litalia-si-scopre.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+InformazioneSenzaFiltroLiberaInformazione+%28Informazione+senza+filtro%29

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  11. Professore,

    per delle strane alchimie ci troviamo a volte dalla stessa parte, solo che a me è andata peggio, l'assemblea mi era contro, perchè gli agricoltori vedono nelle bioenergie una fonte enorme di guadagno e basta, quindi chi critica viene aggredito, contestato e isolato.(solo un esempio: il figlio del presidente di una grande associazione agricoltori si è appena comprato il porche cayenne con i soldi di un mega impianto di biogas a silomais)
    Nel suo articolo manca la distinzione fondamentale tra bioenergie virtuose e quelle dannose, le prime secondo me sono quelle ottenute solo con rifiuti altrimenti inutilizzabili, vuol dire che per me sono dannose anche le bioenergie che utilizzano sottoprodotti (come il megaimpianto di Cabrini l'ex calciatore che utilizza gli scarti di un megamacello) Perchè il sottoprodotto diventa materia prima per l'industria mangimistica, se il siero di latte, le farine di carne, e gli oli esausti sono utilizzati per le bioenergie si crea un ammanco, l'industria mangimistica per sostituirle deve usare materie prime, equesto è dannoso.
    Ogni ettaro di coltivo destinato a bioenergie equivale ad un ettaro in più di deforestazione! Questa è matematica non è un opinione mi hanno rispsoto che:
    solo un apiccola % dei terreni è destinata a bioenergie, e che in Italia abbiamo 50mila ettari di mais in più perchè abbiamo perso i contributi sullo zucchero.
    Scemenze!
    abbiamo più terra per il masi , ma importiamo più zucchero, l'uso della terra globale non cambia.
    finchè i terreni per le bioenergie sono pochi....l'efficacia di mitigazione di per sè già molto dubbia diventa assolutamente inesistente.
    Pensi che mi hanno contestato anche il fatto che coltivare bioenergie in europa equivale a far uscire il capitale verso il sud america (una delle motivazioni indotte a dare incentivi alle rinnovabili per l'ue è tenersi il capitale, ma questo è falso per le bionergie perchè se faccio bionergie dove facevo mais da granella devo importare più mais dal sud america. Anche questa è matematica.
    Infine le bionergie tolgono suolo agli allevatori per lo smaltimento dei reflui.
    quando ho detto: non dobbiamo fare come in Germania, ma come in Francia e GB dove finanziano solo il biogas da rifiuti e quindi dobbiamo mettere la forsu nei reattori non il silomais, mi è stato detto che la forsu ha le conchiglie delle cozze che rompono le pompe???????
    ancora scemenze si trita prima e si decanta: c'est facile!

    Claudio Costa

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  12. Ciao Claudio. Mi fa piacere che ti sei rifatto vivo. I vecchi nemici alla fine si possono anche trovare simpatici!

    Sui biocombustibili hai ragione al 100%. Purtroppo, gli agricoltori questa cosa non la vogliono proprio sapere. E' capitato anche a me di rischiare di essere rincorso con i forconi a un assemblea di agricoltori per aver detto male dei biocombustibili. Che ci vuoi fare? Passerà anche questa moda....

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  13. @ Raimondo

    La hyst (sperimentata tra l'altro a 3 km da casa mia)è molto interessante e promettente ma va inquadrata nei pretrattamenti, cioè in quelle operazione che rendono la biomassa leggermente lignificata, più digeribile, sia ai ruminanti, sia ai batteri metanigeri ( i reattori di biogas non sono altro che allevamenti di batteri metanigeri)

    Ma c'è un inghippo:

    - in mangimistica, tutti i pretrattamenti (come l'estrusione ) andavano molto di moda qualche decennio fa ma ora in UE hanno costi proibitivi e si usano solo per i mangimi delle prime fasi di vita...mentre in USA ancora danno i fiochi ai bovini adulti ( una vera follia) perchè l'energia ai mangimisti USA costa 4 volte meno che in UE

    - per il biogas il GSE pagatore adesso storna dal conto energia i kWh utilizzati per i pretrattamenti anche per una semplice triturazione o separazione, mentre prima non lo faceva..quindi la tendenza è di eliminare totalmente i pretrattamenti perchè riducono i kWh che vanno a beneficare dell'incentivo. Si agisce invece allungando i tempi di permanenza della biomassa nell'impianto (ci vogliono quindi più volumi) e alzando le T° interne.(questo perchè in Italia ancora non si paga il kWtermico rinnovabile e quindi l'energia termica in eccesso si può usare ad alzare le T° anche a 45° C

    Altri meccanismi sono quelli di pretritare nell'utilizzo: ad es si trita la paglia a 2 cm prima di fare la lettiera in modo che la paglia contenuta nel letame sia tritata quindi più digeribile da parte dei metanigeri, oppure si separano le frazioni dei reflui in siti lontani dal reattore con separazione e flottazione.

    in realtà sono pretrattamenti ma sfuggono al GSE

    Claudio Costa

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  14. Sull'inefficienza dei biocarburanti può essere interessante anche questo link: http://www.laperfettaletizia.com/2012/02/scozia-fermate-le-biomasse.html
    Simone

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  15. @Anonimo
    Se vi guarderet il film FAST FOOD NATION capirete che nutrie i bovini con il mais è un'assurdità.
    I bovini sono erbivori. Devono essere nutriti a erba.

    @prof. Bardi
    Capisco la sua posizione sui biocombustibili (bioetanolo/biodiesel).
    Però almeno dovrebbe essere favorevole ad un uso dei biocarburanti per le seguenti applicazioni:
    - alimentare le macchine agricole
    - i sistemi di backup per le serre
    - i pescherecci
    Almeno per queste dovrebbe riconsiderare la sua posizione. O no?

    Seconda domanda: Ritiene che impiegare rifiuti organici (FORSU), reflui zootecnici e scarti agricoli (ad esempio la paglia pretratta con la tecnologia HYST) per fare biogas sia una via da perseguire?
    Ovviamente escludendo i prodotti che possono diventare cibo per le persone o per gli animali.

    Cordiali saluti

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